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Mondo Matto! Rss

Carla, prostituta per piacere È la moglie del deputato Weatherley

Pubblicato il : 06-09-2010 |da : administrator |Categoria: Dal Mondo, Featured

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Esercita in diversi bordelli: 70 sterline a incontro. Tradita da un giornalista che si è finto cliente

LONDRA – Fino a ieri tutti la conoscevano solo come l’avvenente moglie del deputato conservatore Mike Weatherley, uno dei più fedeli collaboratori del premier David Cameron. Ma la trentanovenne brasiliana Carla nascondeva un incredibile segreto, reso pubblico il weekend scorso da uno scoop del Sunday Mirror: la seconda moglie del politico cinquantatreenne passava le serate in alcuni dei più famosi bordelli della capitale inglese esercitando il mestiere di prostituta per 70 sterline a incontro. Secondo il domenicale britannico la donna, che usava diversi nomi d’arte (i principali erano Bea, Adriana e Bianca), si sarebbe dedicata alla professione più antica del mondo anche durante la recente campagna elettorale di suo marito.
LO SCOOP – Le foto pubblicate dal Sunday Mirror non lasciano dubbi. La trentanovenne, che appare solo in reggiseno e mutandine, sarebbe stata ingannata da un giornalista della testata britannica che si sarebbe finto un abituale cliente di centri massaggi. La moglie del parlamentare prima avrebbe inscenato uno strip-tease e poi avrebbe dichiarato: «Mi piace stare qui, mi piacciono i clienti carini, le persone simpatiche, i posti belli e i soldi facili». Quindi avrebbe elencato tutti i servizi sessuali a pagamento che poteva offrire al cliente e il nome degli altri due bordelli in cui lavorava. Infine si sarebbe spogliata e sarebbe rimasta completamente nuda davanti al reporter.

SEPARATI DA FEBBRAIO – Velocemente i siti web e i tabloid britannici hanno ricostruito la vita della coppia che adesso è la più chiacchierata del Regno Unito. I due si sarebbero conosciuti a Rio de Janeiro durante un viaggio di lavoro del futuro deputato. Nel 2003 si sarebbero sposati e il parlamentare avrebbe intestato alla seconda moglie anche un appartamento nell’esclusivo quartiere di Copacabana. La storia ha fatto grande rumore anche perché Mike Weatherley si è sempre dichiarato un fautore della linea più conservatrice del partito. Ai media inglesi il deputato, che ha avuto dalla prima moglie tre figli, ha raccontato di essersi separato da Carla lo scorso febbraio e di non sapere nulla della sua doppia vita: «Sono davvero molto scioccato da questa notizia e sto cercato di capirci qualcosa – ha dichiarato al Daily Mail - Ho comunque le prove che siamo separati dallo scorso febbraio e le mostrerò se ne avrò bisogno».

SCETTICISMO – Alcuni tabloid non credono alle parole di Weatherley e affermano che Carla sarebbe stata a fianco del marito durante tutta la recente campagna. Inoltre una foto, scattata appena due mesi fa, li immortala felici mentre visitano il Parlamento. Il deputato non ha voluto commentare le insinuazioni dei tabloid e ha tagliato corto: «Dovrò parlare con Carla, ma adesso ho bisogno di stare con la mia famiglia».

fonte:corriere.it


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Congela la prozia per la pensione: uomo fermato a Catania

Pubblicato il : 02-09-2010 |da : administrator |Categoria: Cronaca, Featured

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Ha nascosto per un anno in un congelatore il corpo della prozia, Annita Bonnici, morta a 95 anni, per continuare a incassarne la pensione. Protagonista della macabra vicenda un uomo celibe di 43 anni, tecnico grafico di Catania, fermato dalla Squadra mobile del capoluogo etneo per abbandono di persona incapace, aggravato dalla morte. L’uomo è stato denunciato anche per occultamento di cadavere, circonvenzione di incapace e truffa allo Stato.

Il ritrovamento del corpo è stato possibile grazie alla segnalazione di alcuni vicini di casa della pensionata, vedova di un generale dell’Esercito, preoccupati per l’assenza prolungata della donna. Una volta scoperto il corpo, il nipote non ha potuto far altro che confessare. Al sostituto procuratore Lucio Setola, che coordina le indagini, ha detto di “essere rimasto sconvolto dalla morte” della prozia e di “avere avuto paura di dirlo” alla sua anziana madre, “non sapendo a chi chiedere aiuto”. L’uomo ha inoltre ammesso di sapere dell’esistenza di un testamento, ma di non averlo trovato. Per questo, ha spiegato, avrebbe deciso di nascondere il corpo in un congelatore comprato giorni prima, in attesa di decidere cosa fare.

Ora restano da capire la data del decesso della donna e le cause della morte. Il sostituto procuratore Setola ha già conferito il mandato per l’autopsia, ma bisognerà aspettare lo scongelamento del corpo per saperne di più. La Procura di Catania non ha comunque voluto rendere nota l’identità completa dell’uomo prima che la sua posizione venga vagliata dal giudice per le indagini preliminari.

fonte:expressnews


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Lezioni di aracnofobia

Pubblicato il : 27-08-2010 |da : administrator |Categoria: Curiosità/Stranezze, Dal Mondo, Featured

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Secondo quanto riferito dall’autorevole Telegraph , lo zoo di Bristol, Inghilterra, ha aperto le iscrizioni per delle particolari lezioni intese a combattere l’aracnofobia, la paura patologica dei ragni. Il corso, che si chiama “Living with Spiders”, comprende anche delle sessioni di terapia ipnotica nonché incontri “opzionali” con quelle schifose bestie dalle gambe pelose. Un portavoce assicura però che “i partecipanti godranno di un’atmosfera rilassata e amichevole… A nessuno verrà chiesto di fare ciò che non vuole”. Il costo è di 85 sterline – circa €95 – “rinfresco compreso”

fonte:essentialnews

notizia segnalata da Cassandra


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Rapinatore sdentato catturato subito dopo il colpo

Pubblicato il : 27-08-2010 |da : administrator |Categoria: Curiosità/Stranezze, Dal Mondo, Featured

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Purtroppo, per il 43enne Li Han, la rapina non andò molto bene, era così ben noto alla polizia locale che, quando il personale della banca lo ha descritto, hanno risolto caso in tempi record.

Volevo comprare una dentiera” ha dichiarato agli agenti al momento dell’arresto.

‘Ha un aspetto molto particolare ed ha difficoltà a far capire se stesso quando parla “, ha detto un ufficiale di polizia, che ha aggiunto che Han devrà ora affrontare 15 anni di carcere per rapina a mano armata.

‘La sua sdentatura non gli permette di parlare in modo comprensibile. Ha infatti dovuto ripetere al cassiere “questa è una rapina” quattro o cinque volte prima di farsi capire, ‘ha aggiunto l’ufficiale.

fonte:ExpressNews


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Diacono strappa palle a tifoso

Pubblicato il : 23-08-2010 |da : administrator |Categoria: Curiosità/Stranezze, Dal Mondo, Featured

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La rete televisiva NBC dà notizia del diacono di una chiesa, il Sig. Allen Beckett, di 53 anni, incriminato per avere tentato – con discreto successo – di strappare via a mani nude le palle al tifoso di una squadra di football americano da lui avversato. L’uomo di fede, forte sostenitore dei “Sooners” dell’Università dell’Oklahoma, ha trovato da ridire in un bar con un tifoso altrettanto sfegatato dell’Università del Texas, il rivale tradizionale. La situazione è degenerata e, secondo il rapporto della polizia di Oklahoma City, Beckett ha “severamente lesionato il sacco scrotale dell’altro uomo, esponendo i testicoli all’interno”. Verrà processato per aggressione aggravata.

fonte: essentialnews


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QUATTROCENTO “FANTASMI” NELL’ULTIMO ANNO L’esercito dei morti dimenticati

Pubblicato il : 23-08-2010 |da : administrator |Categoria: Cronaca, Featured

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Sono 770 i cadaveri senza identita negli obitori, nessuno li ha mai cercati
Italiani ed extracomunitari: il caso più vecchio, una donna trovata nel ’74
All’ingresso del cimitero c’è una scritta in latino, «Beati i morti che sono morti nel Signore». Forse, moriamo tutti nel nome del Signore. Ma a Lauriano, sulle rive del Po, fra le croci e il silenzio venuto dal cielo, ci sono due lapidi senza nome, una di fronte all’altra. Quella più vecchia ha inciso solo una data: 15 aprile 1974, il giorno che la seppellirono. L’avevano trovata l’11 aprile e il brigadiere Raffaele Posca della stazione dei carabinieri di Casalborgone aveva scritto nel rapporto che era una «salma di sesso femminile dell’apparente età di quaranta-cinquant’anni. Giaceva in un groviglio di arbusti ammucchiati dalle acque del fiume, supina, completamente nuda, con all’altezza della vita un elastico, presumibilmente da reggicalze». Tutto quel che resta di questa donna senza nome è questo ritratto: «Capo infangato. Cavità orbitali vuote. Addome teso annerito. Piedi scheletriti. Erosioni a coscia e polpacci da topi e roditori di bosco». I cadaveri senza nome sono i più tristi, perché sono morti senza la parola fine. Molte volte sono anche i più brutti. Ce ne sono 770 in Italia, abbandonati al loro dolore, e alla loro crudele solitudine, vittime della burocrazia, di una ingiustizia senza pietà, nemmeno per i morti.

Non è un film…
La morte, in fondo, appartiene alla vita. E l’identità è una delle cose più importanti della vita. Solo un anno fa i cadaveri senza nome erano 337. In dodici mesi sono più che raddoppiati: 114 di loro sono immigrati annegati in un barcone affondato nel mare. La maggior parte si trovano nel Lazio, 188. Poi seguono la Lombardia, 130, la Sicilia, 110, la Puglia, 52, il Veneto, 45, e la Campania 42. A Milano quest’anno sono 88 i corpi senza nome. Tecnicamente, il concetto di identità si può definire come quei «caratteri individuali che differenziano inconfondibilmente un determinato individuo da un altro». Ma l’identità di una persona non è solo questo: dentro c’è la vita, ci sono gli affetti, i sentimenti, le emozioni, anche le ingiustizie, tutto quello che troviamo sulla nostra stessa strada. Privare questo viaggio della parola fine è un po’ come negare che la persona sia mai esistita. Per questo la maggior parte dei cadaveri senza nome erano persone vissuta ai margini della società, clochard e immigrati, molte prostitute e diseredati di tutti i tipi. Degli 88 casi di Milano, la metà è oggetto di indagini come morti sospette, il venti per cento come omicidi certi. E in ogni caso l’identificazione dei resti non è come nelle fiction televisive: è molto più difficile, e a volte si hanno così pochi frammenti di un corpo che è quasi impossibile risalire al Dna. Così, per il suo lavoro, Cristina Cattaneo, dirigente del Labanof – il Laboratorio di Antropologia e Odontologia dell’Università Statale di Milano – ha messo su un team di esperti in odontologia, ma anche in archeologia, per studiare la conformazione di un terreno e capire dove fare gli scavi, o in botanica, con l’utilizzo persino di una muta di cani addestrati.

In molti casi tutto questo non serve, anche se nel suo orrore (può succedere di «sfilare le ossa ancora sporche di materiale residuo in una poltiglia di tessuti molli maleodoranti»), questo lavoro così tragico e minuzioso riserva in fondo l’ultimo vero gesto di pietà per queste vittime. Qualche volta, invece, si arriva all’identità e all’ultima parola, come quando un vecchio marocchino ha finalmente potuto vedere i resti del figlio stringendo e baciando il suo cranio in lacrime, senza paura, e senza vergogna. Può succedere, come 4 anni fa a Milano, che il cadavere di un uomo ammazzato venga messo in un boiling unit che in pratica deve bollirlo, perché solo così si riesce a ripulire lo scheletro per fare gli esami opportuni: però, così ce l’hanno fatta. Un’altra volta un extracomunitario carbonizzato è stato identificato grazie a due bulgari, che sono rimasti per giorni e notte intere davanti al laboratorio, chiusi in una macchina, sempre lì, qualsiasi ora andasse via, fino a quando non hanno avuto il Dna della moglie.

Sono casi isolati, comunque. Il problema è che «manca un giusto coordinamento», come sostiene Elisa Pozza Tasca, presidente di Penelope, l’associazione che raccoglie centinaia di uomini e donne in ansia per i loro cari svaniti nel nulla e che lavora su questa tragedia con il nuovo commissario straordinario per le persone scomparse, il prefetto Michele Penta.


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Giappone, il paese dei falsi ultracentenari

Pubblicato il : 21-08-2010 |da : administrator |Categoria: Dal Mondo, Featured

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Emergono sempre più casi di famiglie che occultano la morte di parenti per intascarne la pensione. E il mito della longevità nipponica si incrina…

Tomoji Tanabe

Tomoji Tanabe

Il mito del Giappone come paradiso per ultracentenri potrebbe essere a rischio. Il caso è scoppiato poche settimane fa quando, alla morte dell’uomo più anziano del Giappone, i funzionario del governo si sono recati da Sogen Kato, fino ad allora secondo in classifica, per comunicarli che era il cittadino più longevo. Ma anzichè trovare un arzillo vecchietto, si sono trovati davanti una famiglia che da trent’anni celava il decesso dell’uomo per poterne incassare la pensione. Il governo si è subito mosso per fare luce su tanti ultracentenari che risultano all’anagre nipponica e le sorprese non sono mancate.

L’ultimo caso, raccapricciante, è stato quello della scoperta delle ossa di una donna in uno zainetto: la donna, registrata come ‘ultracentenaria’, era morta “intorno al giugno del 2001?. Il figlio, un sessantaquattrenne che ne custodiva i resti e intascava la pensione della madre, si è giustificato affermando che non era stato in grado di pagare per un normale funerale. E il caso non è isolato. Fino ad ora sono stati accertati 281 casi simili. tra gli altri sono stati ritrovati i resti di una donna che avrebbe dovuto avere 125 anni ma in realtà era morta fin dal 1981.

fonte: expressnews


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La donna calamita

Pubblicato il : 20-08-2010 |da : administrator |Categoria: Curiosità/Stranezze, Dal Mondo, Featured

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Si chiama Brenda ed è una donna magnetica. Letteralmente: il suo corpo attrae i metalli perché il suo campo magnetico è molto più alto di quello che, normalmente, hanno le altre persone. La sua vita è sempre stata difficile. “Mi sento come se fossi un frigorifero”, racconta la cinquantenne inglese. Che non solo attrae cose di metallo, ma fa scoppiare lampadine, attiva allarmi di macchine e di negozi. Secondo i dottori, la donna soffre troppo lo stress, cosa che rende il suo “magnetismo” più forte degli altri.

fonte: ExpressNews.it


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MAFIA, SMS AI BOSS GRAZIE A “QUELLI CHE IL CALCIO”

Pubblicato il : 20-08-2010 |da : administrator |Categoria: Cronaca, Featured

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C’è voluta una soffiata di un carcerato per far venire alla luce un piano ben congegnato messo in moto dalla Mafia. Cosa Nostra, infatti utilizzava come veicolo la trasmissione televisiva ‘Quelli che il Calcio’ per inviare messaggi cifrati ai capi boss detenuti al 41bis. Lo ha svelato l’ex procuratore nazionale antimafia aggiunto, Enzo Macrì, nel corso di un’audizione alla Commissione parlamentare antimafia. I responsabili di “Quelli che il calcio”, ha precisato Macrì, erano del tutto all’oscuro del fatto perchè i messaggi veniva messi pubblicati e messi in sovra impressione automaticamente attraverso un rullo che scorreva sul video. In pratica i boss leggevano ed interpretavano questi messaggi dal contenuto spesso banale che, in realtà, nascondevano importanti “comunicazioni di servizio ai capi mafia”.

“TUTTO OK, PAOLO” «Tutto ok, Paolo». È il testo di uno degli sms inviati a «Quelli che il calcio» ed altre trasmissioni televisive che rappresentavano in realtà messaggi cifrati a boss mafiosi detenuti in regime di 41 bis attraverso la visione del programma. L’ex procuratore nazionale antimafia aggiunto, Enzo Macrì, oggi procuratore generale ad Ancona, nel corso dell’audizione alla Commissione parlamentare antimafia dell’11 maggio scorso , non ha rivelato da quale carcere è stata fatta la segnalazione riguardo gli sms diretti a boss mafiosi. «Ciò che ci colpì della segnalazione – dice Macrì – era l’apparente banalità del contenuto degli sms dietro ai quali, in realtà, si celavano precise comunicazioni ai boss impossibilitati, a causa del regime carcerario cui erano sottoposti, ad avere qualsiasi comunicazione con l’esterno. È chiaro, tra l’altro, che l’esatto significato del messaggio lo potevano capire solo i destinatari».

fonte:leggo.it


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L’uomo ucciso da un proiettile “recidivo”

Pubblicato il : 18-08-2010 |da : administrator |Categoria: Curiosità/Stranezze, Dal Mondo, Featured

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La vendetta è un piatto che va servito freddo” , ed il caso storico più curioso è quello di un certo Henry Ziegland, ucciso da un proiettile 20 anni dopo che questo è stato sparato.

Nel 1883, Ziegland lasciò la fidanzata poco prima del matrimonio: la giovane per il disonore (dati i tempi) decise di suicidarsi. Il fratello della ragazza decise di vendicare l’onore della sorella, e si presentò da Ziegland armato di pistola, gli sparò in faccia e, convinto di averlo ucciso, puntò la pistola verso di sé e pose fine alla sua vita. Ma Ziegland non era stato ucciso, bensì solamente colpito di striscio dal proiettile, che andò a piantarsi in un albero.

Venti anni dopo, Ziegland si trovò nella circostanza di dover abbattere quel medesimo albero, che nel frattempo era divenuto ancora più massiccio, ed ebbe la brillante idea di usare la dinamite per sradicarlo. L’esplosione ha fatto schizzare via il proiettile, che era ancora piantato nel tronco dell’albero, raggiungendo alla fronte Ziegland, uccidendolo sul colpo.

fonte:notiziedelmondo


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Il Mondo Matto

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